Quando Conflittualità e Mutevolezza indicano sviluppo della Coscienza

Conflittualità e mutevolezza sono sovente espressione di una personalità inconcludente e pigra. In alcuni ben precisi casi sono invece il percorso di avvicinamento ad una pienezza di coscienza molto più profonda
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Se non abbiamo vissuto direttamente questa esperienza nel corso della nostra vita, senza dubbio abbiamo potuto osservare nel nostro ambiente l’esempio di qualche persona caratterizzata da conflittualità e mutevolezza, ma in maniera del tutto particolare. Solitamente, le persone caratterizzate da una certa “discontinuità” nel pensiero e nel comportamento, tendono ad avere maggiori difficoltà in una realtà come la nostra, che richiede una capacità di organizzazione personale sempre più complessa.

Eppure, la presenza di alternanti elementi di progettualità e distruttività, di stabilità e cambiamento o di unificazione e differenziazione, non indicano necessariamente un deficit nella capacità di auto-organizzazione o assenza di intraprendenza e volontà. Esistono situazioni del tutto particolari in cui elementi di questo tipo possono indicare la presenza di una personalità che ha comunque uno spessore notevole.

Premetto innanzitutto che questo scritto non intende in alcun modo giustificare né tanto meno incoraggiare condotte comportamentali che non indirizzano alla costanza, all’organizzazione mentale o emozionale, al senso di responsabilità e allo sviluppo della volontà, in tutte le sue forme. Ma la complessità della vita umana non è mai prova di misteri ed elementi di sorprendente variabilità.

Vi sono persone (in numero però molto minore di quanto si possa supporre) la cui vita è, almeno apparentemente, caratterizzata da grande incostanza, bruschi cambiamenti, difficoltà nella realizzazione dei numerosi progetti formulati e della tante intuizioni sfiorate. E queste caratteristiche sono presenti perché in queste persone gli aspetti che di norma motivano gli individui capaci ed affermati, non sono in grado di garantire stabilità, costanza e coerenza di intenti e di ideali. Alla base c’è, piuttosto, una tendenza al rifiuto verso tutto questo, in nome di ideali percepiti come più nobili.

E’ come se queste persone stessero attraversando una fase di riorganizzazione, di riorientamento, in vista di qualche obiettivo più nobile ed elevato per il quale si stanno, in un certo senso, “preparando”.

Talvolta possono apparire persino egoisti o inclini ad emozioni di irritabilità e rabbia. Ma sanno anche analizzare i propri atteggiamenti e riconoscere che, in ultima analisi, tutto ciò che l’ambiente restituisce loro in termini di qualità di rapporti personali, altro non è che il frutto di ciò che essi mettono in moto. Tentano dunque in ogni modo di apportare alla propria personalità, con caparbia iniziativa, tutte quelle modifiche che renderebbero più produttiva la loro esistenza e più stabile la loro natura.

La mutevolezza che prepara alla saggezza del cuore

Sebbene si manifesti con discontinuità, vi è sufficiente saggezza e amore nel loro cuore, che può però alternarsi a momenti di sconforto e depressione. Nei momenti di migliore operosità possono tornare a progettare, a realizzare e a vedere nel mondo quei cambiamenti ai quali, almeno saltuariamente, sarebbero disposti a dedicare impulsivamente tutte le loro energie. 
Le persone caratterizzate da conflittualità e mutevolezza hanno infatti qualità ben diverse da coloro che difettano invece di volontà, interesse, spirito di sacrificio e senso di responsabilità. 

conflittualità e mutevolezza
Quando Conflittualità e Mutevolezza indicano sviluppo della Coscienza – Immagine da: Unsplash.com

 Vi chiederanno come si attraversa la vita. Rispondete “come un abisso su una corda tesa: in bellezza, con cautela e oscillando”…

Morya

Trovare costanza e concentrazione sembra comunque incredibilmente difficile. L’alternanza di emozioni, la lotta contro la solitudine e la depressione tendono comunque a caratterizzare la quotidianità. Ma quando qualche raggio di sole si fa strada nella loro mente e nel loro cuore possono ritornare a progettare, ad agire, a realizzare per raggiungere obiettivi con relativa e paradossale facilità. Ben sapendo che a tutto questo si alterneranno ancora momenti di difficoltà, di complessità, di mutevolezza, di sofferenza, e di annebbiamento emozionale.

La Felicità e l’inarrestabile ricerca interiore

Come accennavamo in precedenza, è non di rado presente un’apertura verso ideali etico-spirituali che trascendono quella normale ricerca di gratificazione personale da cui, di norma, nessuno rifugge. Qualcosa, nel cuore e nella mente, li spinge a muoversi in direzioni nuove, direzioni che ancora non conoscono fino in fondo e che necessitano di essere create nella loro coscienza.

Ed è proprio l’anelito verso quest’opera creativa a condurre l’individuo alla mutevolezza, all’instabilità, alle difficoltà e, in ultima analisi, alla sofferenza. Ma si tratta di una ricerca interiore così gravida di possibilità e luminosa nei suoi propositi, che procederà indipendentemente dagli effetti sul momento presente.

Contrariamente a quanto di norma avviene, lo scopo della felicità non viene perseguito attraverso la realizzazione di quegli elementi concreti che sembrano garantirla. Felicità e Gioia vengono percepite come condizione dell’anima, come forza del cuore, come attualizzazione dello stato di realizzazione personale per il quale si sta lottando.

Mutevolezza e Realizzazione Esistenziale e Transpersonale

Vi sono persone dotate di straordinario potere, di eccezionale volontà e determinazione, di brillante intelligenza e di chiarezza di intenti. Altre appaiono non meno dotate di facoltà intellettive, ma difettano gravemente della determinazione, della volontà e della capacità di concretizzazione che caratterizzano le prime.

A differenza delle persone che non hanno ideali, non hanno scopo e conducono una vita insignificante, chi sta tentando di trascendere l’ordinarietà della vita, a causa dell’impossibilità di trarre da essa le stesse soddisfazioni perseguite da coloro che avanzano sul sentiero della realizzazione personale, va inevitabilmente incontro a periodi di mutevolezza emotivo-affettiva, a momenti di incertezza, di incostanza, di smarrimento, di depressione e incertezza. Si tratta di difficoltà che possono essere superate solo con il tempo, con grande pazienza e con un serio lavoro di formazione psicologica.

La vita di costoro non “vale” certamente meno di quella delle persone ben orientate verso quell’unica via di realizzazione personale e professionale che concepiscono. Queste ultime sono abilissime negli affari, nella crescita individuale e nel raggiungimento di scopi personali. Si tratta semplicemente di differenza negli obiettivi. Chi si sta impegnando nella realizzazione transpersonale può migliorare molto la propria vita concreta apprendendo da coloro che sono estremamente abili ed intelligenti nella dimensione della materialità, ma non possono allinearsi a costoro in termini di scopi e ideali, in quanto la differenza rimane abnorme. 

La grande difficoltà sta dunque nel tentativo di sviluppare la propria esistenza sfuggendo alla mutevolezza e tentando una complessa riorganizzazione della propria vita lungo un duplice binario:

  • da un lato l’adempimento dei compiti e delle responsabilità che la vita personale richiede (impegni lavorativi, familiari, affettivi, finanziari, relazionali, ecc.);
  • all’altro il mantenimento del focus interiore della coscienza su quella dimensione di trascendenza che tanto arricchisce la propria vita.

Mera inconcludenza o possibilità di sviluppo interiore?

Parliamo spesso in questo sito di Psicologia e Anima. Ciò che queste persone in sostanza sperimentano è proprio l’anelito della loro parte più nobile e sottile ad intraprendere un percorso di crescita. Si tratta di un invito che emerge dalla centralità del proprio cuore, un invito a percorrere una strada incerta e verso una destinazione non ancora chiaramente definita. Un invito che condurrà inevitabilmente ad attraversare momenti di illusione e sofferenza, ma contemporaneamente anche a muovere i primi passi verso un qualche cosa di ignoto, il cui richiamo è irresistibile ed affascinante ben oltre ogni altra “luce” terrena.

Per alcune persone l’instabilità rimane comunque indice di inconcludenza e destino di sicuro fallimento. Quantomeno dimostrerebbe una grave inutilità, un girovagare a vuoto, una mancanza di scopo o di senso, una mancanza di ideali. Ma come abbiamo visto, per altre mutevolezza e instabilità indicano invece l’esistenza di un momento di ricerca interiore, di una stupenda intuizione sulla specifica direzione da seguire, indipendentemente dalle difficoltà che la caratterizzano. Non è raro che persone di questo tipo appartengano al tipo umano artistico creativo, che avanza riconciliando gli opposti e trovando l’armonia attraverso il conflitto.


Quando Conflittualità e Mutevolezza indicano sviluppo della Coscienza – Immagine da: Unsplash.com

 La vita umana personale è essenzialmente sviluppo, crescita, attuazione di latenti e superiori possibilità
È lotta e conquista, e quindi implica necessariamente conflitti, tensioni, superamenti, alternanze di gioia e sofferenza, oltre alla loro possibile coesistenza.
Quando ciò sia ben compreso e accettato, si evita l’errore fondamentale di attribuire a condizioni esterne o ad altre persone la colpa delle difficoltà, delle disarmonie e dei travagli che sono inerenti alla vita del mondo.

Roberto Assagioli

Dalla mutevolezza all’evoluzione della propria realtà

Quali “soluzioni” si possono dunque prospettare alle persone che muovono i loro passi sulla duplice via del serio ricercatore delle insondabili profondità umane? La miglior via di sviluppo non potrà certamente essere una banale “imitazione” di coloro che possiedono invece costanza, concretezza è successo. Potrà invece delinearsi in un percorso di paradossale allineamento con quella “fonte” che è proprio all’origine della personale mutevolezza e instabilità.

In altri termini sta nel cercare di identificarsi sempre più chiaramente e stabilmente con quella sfera eterna ed immutabile che costituisce il nostro Sé Superiore o Transpersonale. Instabilità, mutevolezza e incostanza sono dovute tutte all’allineamento non perfetto con questa fonte. Il segreto è imparare a lavorare da un “punto di tensione“. Tensione non è da intendersi nel senso più comune del termine, ma come un tendere verso, come un movimento di orientamento verso qualche cosa, un indirizzare le proprie forze verso un preciso obiettivo e mantenerlo sempre ben vivo e prioritario nella propria coscienza.

Ancora una volta (come in molti altri articoli di questo sito) vorrei precisare che non si parla qui di persone che seguono qualche fascinosa “dottrina di crescita interiore”, tanto comuni oggi. Non stiamo facendo riferimento a chi si interessa di pratiche vicine alla sfera della moderna New Age. Il comportamento di ricerca transpersonale che abbiamo qui definito non ha alcuna analogia con quella voglia di pace e di benessere personale, che, per quanto profondamente legittime e desiderabili possano essere, non si sovrappongono che in minima parte con un determinato tipo di sviluppo intuitivo-mentale della coscienza.

Non si tratta dunque di un tentativo di fornire alla propria esistenza una cornice di appagamento emozionale. Si tratta di un avanzamento verso uno stato di coscienza già presagito, quale condizione di realizzazione futura. A dimostrarlo sarebbe il modo in cui vengono gestite le frequenti (ed inevitabili) crisi di riorientamento interiore che si susseguono lungo questo percorso di crescita e che accompagnano i momenti di mutevolezza e instabilità. La crisi non è mai qualcosa che annienta definitivamente. La crisi viene sempre concepita e vissuta come  un’opportunità di affinare la forza del cuore, in vista dell’obiettivo più grande.

Crisi di riorientamento, mutevolezza e Intervento Psicologico

Lo Psicologo deve prestare grande attenzione nell’affrontare casi di questo tipo che, per la rilevanza del disagio, possono giungere alla sua attenzione. Impostare un lavoro utile a risolvere la sintomatologia nella direzione del ripristino Benessere Psicologico sarebbe un traguardo di per se estremamente apprezzabile, ma la sua grande responsabilità è però quella di riuscire ad andare persino oltre a questo. Deve saper individuare un percorso evolutivo che garantista il necessario benessere e/o sollievo alla persona, ma che contemporaneamente non elimini l’arricchimento interiore che le crisi di riorientamento procurano.

Si tratta spesso di una via che può anche essere sottile come la lama di un rasoio, ma che il professionista coscienzioso deve essere preparato a vedere. Il suo compito è dunque più consulenziale che di sostegno, in questo caso. Il suo lavoro assume grande preziosità quando riesce ad orientare lo sguardo della persona nella giusta direzione, affinchè possa imparare dalle sue stesse esperienze a cogliere autonomamente e con grande saggezza il messaggio che la Vita sta suggerendo.

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