Consapevolezza interiore e psicologia

L'importanza di domande di natura esistenziale nell'emergere di una nuova consapevolezza interiore nell'ambito di un percorso psicologico
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Non di rado mi capita di sentirmi rivolgere la domanda “che senso ha vivere con un grande dolore?”. Vi sono circostanze di vita dolorose e difficilmente mutabili che inevitabilmente conducono a chiedere a sé stessi quale potrebbe essere il senso, o il non-senso, di un vissuto di sofferenza di questo tipo. E di fronte a questioni di tale portata la risposta può essere trovata solamente a livello di ricerca e consapevolezza interiore.

E per giungere a questo, più che nella nostra capacità di trovare risposte dovremmo confidare nella nostra abilità interiore di riuscire ad aprire la nostra mente e il nostro cuore a domande sempre nuove. Potrà sembrare paradossale, ma dovremmo avere sempre più domande che risposte, perchè la consapevolezza interiore si alimenta proprio di questo.

Domande, risposte e consapevolezza interiore

Spesso le persone mi contattano per avere risposte, ma nel percorso che facciamo assieme non di rado giungiamo a comprendere che spesso non siamo a corto di risposte, ma semplicemente le domande non sono poste nel modo corretto. E’ la qualità della domanda a determinare la profondità, la luminosità e l’eventuale utilità della risposta

A volte incontro persone estremamente intelligenti che mi chiedono ad esempio perchè con loro la gente si comporta sempre allo stesso modo (sgradevole). Non dovrebbe risultare difficile rendersi conto immediatamente che questa domanda è mal posta. Una domanda così formulata include necessariamente almeno una parte della risposta, una risposta che parte dal presupposto che sono gli altri a sbagliare.

Presuppone che la responsabilità del problema sia attribuibile al comportamento altrui, e che pertanto il cambiamento potrà avvenire solamente se queste persone inizieranno a comportarsi diversamente.

Inquietudine e consapevolezza interiore

A volte però le persone giungono ad un percorso di consulenza e sostegno psicologico spinte da inquietudini ben più profonde. Personalmente, amo molto di più questo secondo tipo di quesiti. Qui non vi sono risposte universalmente corrette, ma sono proprio le domande come queste a spingere lo sviluppo interiore.

Perchè esistiamo? Perchè dobbiamo soffrire? Perchè dobbiamo veder morire le persone che amiamo? Quale senso dobbiamo dare al nostro stesso esistere? Come possiamo colmare il vuoto interiore che avvertiamo nella nostra esistenza?

A differenza del precedente esempio, le domande di questo tipo non sono mal poste. Sono domande preziose, che in ogni caso includono anch’esse almeno una parte della risposta. Il loro più grande valore sta ne fatto che hanno il potere di ampliare ed elevare il nostro modo di pensare, spingendolo ad essere all’altezza del compito a cui questi interrogativi lo chiamano.

Consapevolezza interiore e psicologia
Consapevolezza interiore e psicologia
Immagine da pixabay.com

Una risposta alle domande esistenziali

Come sarà senz’altro evidente, uno psicologo non ha e non può avere risposte a domande come queste. Qualcuno potrebbe anche obiettare che la natura di questi interrogativi esula dal campo della psicologia, e in linea di massima si può essere d’accordo.

Rimane però il fatto oggettivo che l’inquietudine interiore che spinge a far emergere determinati interrogativi è talvolta tale da causare dolore e sofferenza psicologica, sia che essi provengano dalle vette più sublimi del nostro inconscio superiore che dai bassifondi della nostra anima.

Pertanto, almeno da questo punto di vista, credo ci siano pochi dubbi sul fatto che lo psicologo può e deve essere in grado di accogliere vissuti interiori di questo tipo quando vengono portati dai suoi pazienti, evitando però accuratamente di offrire risposte di tipo filosofico.

Non sarebbero infatti le risposte in quanto tali ad avere il valore più importante. E’ il fatto stesso di porre a sé stessi domande di questo tipo a svolgere il ruolo terapeutico più importante. E’ lo sforzo stesso di provare a trovare in sé stessi una risposta a dare avvio ad un profondo cambiamento.

Consapevolezza interiore ed Esperienza Immaginativa

“Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e canoscenza”

(Dante, Inferno, Canto XXVI,vv.119-120)

Quando all’interno del setting psicologico si da spazio alla consapevolezza, il lavoro con lo psicologo si arricchisce di importanti aspetti di ricerca interiore. E’ dunque importante poter operare con metodi e tecniche che possano garantire l’emergere di tutti gli aspetti psico-spirituali che la coscienza è pronta ad accogliere.

Per questo motivo mi avvalgo principalmente del metodo dell’Esperienza Immaginativa. Si tratta di un mezzo particolarmente delicato e rispettoso della sensibilità personale, proprio perchè si avvicina alle tematiche più profonde dell’essere umano attraverso le immagini che l’inconscio sceglie di offrire di volta in volta.

E’ un mezzo in grado di dare voce sia alle profondità più remote dell’inconscio personale che alle più elevate vette della trascendenza, offrendo spazio anche alle luminose produzioni di quella componente psichica che Roberto Assagioli ha definito Sé Transpersonale.

Quando la psicologia non si limita al tentativo di risoluzione di problematiche specifiche ma cerca nel contempo di favorire anche l’emergere di una nuova consapevolezza interiore, non di rado i problemi possono essere reinterpretati alla luce di una diversa conoscenza psico-spirituale di sé stessi.

E forse esistono pochi processi interiori maggiormente in grado rispetto a questo di offrire un’autentica liberazione alla consapevolezza di sé e alla libertà creativa individuale.

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