Esiste una Psicologia Olistica?

Ogni Psicologia che si prenda cura dell'essere umano nella totalità degli elementi che lo costituiscono può dirsi autenticamente olistica

Esiste una Psicologia Olistica?
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Un approccio Olistico alla Psicologia

Il concetto di “Olismo” risulta oggi piuttosto conosciuto e diffuso, a seguito del crescente interesse di un numero sempre più ampio di persone verso forme di benessere che non siano unicamente rivolte al corpo fisico e al suo equilibrio biologico. Come riporta il noto Dizionario Garzanti di Psicologia, può essere definito in maniera piuttosto semplice: “Teoria secondo la quale l’organismo biologico, come quello sociale, è qualcosa in più della semplice somma delle sue parti la cui giustapposizione non riproduce il tutto”.

Si tratta infatti di un approccio che può essere applicato in molti ambiti del sapere teorico e pratico, che tende però oggi ad essere ridotto a tutta quella gamma di discipline appartenenti al mondo “new-age”. Per comprendere se possiamo oggi concepire una “Psicologia Olistica“, o quantomeno un “approccio Olistico alla Psicologia“, è dunque importante cercare di non incorrere in possibili fraintendimenti.

Tra le più affascinanti correnti che hanno caratterizzato la Psicologia del Novecento va senza dubbio menzionata la Psicologia della Gestalt, che può a tutti gli effetti appartenere a quelle scuole che hanno perseguito un approccio Olistico. L’assunto fondamentale sta nell’affermazione secondo cui “il tutto è qualcosa di diverso dalla somma delle sue parti“.

Se vogliamo comprendere un fenomeno, non possiamo scomporlo e studiarlo nelle sue parti costituenti, ma dobbiamo riferirci ad esso come “fenomeno sovraordinato” rispetto ad esse. E l’essere umano, in quanto entità complessa formata da costituenti di natura biologica, emozionale, mentale, spirituale, ecc. non fa certamente eccezione.

Tra gli autori da me più amati che sostengono un approccio Olistico alla Psicologia, vi è senza dubbio Carl G. Jung. Il celebre psichiatra svizzero si è distinto per aver molto insistito su un approccio alla comprensione dell’essere umano che tenga conto dell’anelito ad una completezza più ampia rispetto alla limitata sfera della consapevolezza dell’Io cosciente. Per questo motivo, ciò che può dare il più autentico valore all’esistenza è la realizzazione della totalità del Sé.

Credo in ogni caso che l’autore che forse più di chiunque altro abbia saputo ispirare la nascita di una Psicologia che potrebbe definirsi autenticamente Olistica sia stato Roberto Assagioli. Non a caso, la corrente psicologica a cui ha dato vita è stata denominata “Psicosintesi”, proprio per rimarcare la necessità di un approccio che miri alla realizzazione di una sintesi armonica tra le componenti biologiche, psicologiche e spirituali che caratterizzano la natura umana.

Questa sua celebre affermazione, a mio modo di vedere sintetizza perfettamente la sua visione della Psicologia:

“La vita non procede per riempimento di vuoti, ma per conquista di spazi interiori”

Roberto Assagioli

Il mio approccio personale verso una Psicologia Olistica

Se la domanda è “esiste davvero una Psicologia Olistica?”, la mia risposta è che in accordo con quella che è stata la mia formazione, la mia esperienza personale e professionale, e più in generale il mio approccio alla vita, non riesco a concepire una Psicologia che non possa essere definita tale.

Non riesco ad immaginare una Psicologia che non si prenda cura dell’essere umano come individuo completo e “funzionante” nella complessità di una espressione determinata dall’interazione di elementi fisiologici, istintuali, emozionali, intellettivi, spirituali, ecc.

Mi è sempre risultato difficile accettare di considerare le complesse dinamiche psichiche umane come un mero meccanismo volto a perseguire il miglior adattamento possibile al proprio ambiente.

E ancora più difficile mi è sempre risultata l’accettazione di visioni riduzionistiche che pretendono di spiegare il comportamento umano prendendo in considerazione solamente la componente fisiologica, rinunciando a studiare gli aspetti più nobili ed elevati presenti in ciascuno di noi, in forma latente o manifesta.


Perchè dunque, in sostanza, un approccio Olistico alla Psicologia? Perchè oggi l’essere umano deve confrontarsi con realtà psicologico-spirituali sempre più complesse. Ma soprattutto perchè vi sono crisi, sempre più evidenti e numerose, che nascono dall’emergere in sé stessi di un anelito all’espansione della coscienza, tanto in elevazione, quanto in profondità.

Un approccio Olistico alla Psicologia è senza dubbio ottimale quando l’obiettivo è quello di esplorare le vastità del proprio mondo interiore, al fine di scoprire la propria vocazione esistenziale e il senso e il fine del proprio essere al mondo.

A quanto possiamo discernere, l’unico scopo dell’esistenza umana è di accendere una luce nell’oscurità del mero essere

Carl Gustav Jung
Esperienza Immaginativa e Psicologia Olistica
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Esperienza Immaginativa e Psicologia Olistica

Sulla base di quanto appena affermato, ritengo dunque che una Psicologia che abbia a cuore l’essere umano nella sua globalità, complessità e bellezza, non possa che essere Olistica per definizione.

Come già esposto nell’apposita sezione, il mio principale strumento di lavoro è il metodo dell’Esperienza Immaginativa. Questa tecnica consente infatti di operare all’interno di una cornice senza dubbio Olistica della Psicologia.

L’uso dell’immaginario permette alla persona di rappresentare, all’interno dello spazio immaginativo, le proprie dinamiche psichiche, e di poter essere compresa nella pienezza della complessità di tutte le sue caratteristiche.

Ecco alcuni dei motivi per cui considero l’Esperienza Immaginativa un metodo di approccio Olistico alla Psicologia:

  • Il termine stesso “Esperienza Immaginativa” rappresenta proprio un’evoluzione in senso “Olistico” del metodo, perchè, in accordo con le più moderne ricerche neuroscientifiche, la rappresentazione all’interno del cervello dello scenario immaginativo così realizzato sarebbe il prodotto della “risonanza di diverse aree psichiche in una oscillazione di popolazioni di neuroni coinvolti” (1);
  • Offre spazio non solo all’espressione degli aspetti emozionali e razionali, ma offre un canale di espressione alla più ampia dimensione del Sé, inteso come aspetto trascendente rispetto alle limitazioni relative all’Io cosciente;
  • Non viene effettuata un’interpretazione del materiale immaginativo secondo il metodo psicoanalitico classico. Le fasi successive alla seduta con l’Esperienza Immaginativa prevedono un’attribuzione di senso ed un parallelo ampliamento degli elementi emersi. Il “cuore” del lavoro si realizza però all’interno dello spazio immaginativo stesso. In questa preziosa “fucina interiore”, la complessità bio-psico-spirituale delle dinamiche psichiche è rispettata nella sua interezza e bellezza, offrendo l’opportunità di una loro rielaborazione in una prospettiva autenticamente Olistica.

NOTE BIBLIOGRAFICHE

(1) – Passerini, A. (a cura di), 2009, Immaginario: cura e creatività. L’esperienza immaginativa dal neurone alla psicoterapia, Alpes Italia

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