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Forza mentale o ego grandioso?

La newsletter ricevuta in questi giorni dalla psicologa Amy Morin conteneva un interessante spunto di riflessione che ho ritenuto utile condividere qui nel blog. Sostanzialmente si tratta della differenza tra il possesso di autentica forza mentale o l’avere semplicemente un ego grandioso.

Per quanto possa sembrare banale, in realtà non lo è affatto. Così come si tende a confondere l’autostima con l’arroganza, o la forza del carattere con l’aggressività, la scarsa consapevolezza di sé conduce anche a confondere la forza mentale con una banale ostentazione delle proprie convinzioni su sé stessi.

Un ego grandioso è semplicemente sinonimo di arroganza, e non certamente di fiducia nelle proprie qualità, afferma Amy Morin. In un ampio numero di casi si tratta piuttosto di una spessa armatura psicologica indossata al fine di proteggere un fragile senso di sé. E di conseguenza, sarà fragile anche la possibilità di crescere e migliorare sé stessi. Ecco di seguito alcuni spunti su cui riflettere.

forza mentale o ego grandioso
Forza mentale o grandiosità dell’io?
immagine da pixabay.com

Rifiutare l’aiuto

La persona arrogante e caratterizzata da un ego grandioso si rifiuta di chiedere aiuto. Afferma di essere totalmente autosufficiente e la fiducia nelle sue capacità è del tutto sovrastimata.
Al contrario, la persona mentalmente forte ammette con assoluta tranquillità i propri limiti e riconosce le competenze delle persone che potrebbero offrirgli aiuto, sino esse amici, parenti o professionisti.

Non ammettere le proprie debolezze

Quando la nostra forza mentale è solamente illusoria tendiamo a schivare qualsiasi tipo di esposizione a possibili situazioni che potrebbero mostrarci in condizione di debolezza. Abbiamo il terrore della vulnerabilità.
La persona mentalmente forte non ha timore nel riconoscere le proprie debolezze e i settori della propria vita in cui potrebbe migliorare. Sprecare energie per proteggere le proprie debolezze non sembra essere un comportamento saggio. Accettare i propri limiti o accettare l’intervento di chi è in grado di aiutarci a migliorare ci pone senza dubbio in condizioni di maggiori opportunità di successo.

Il fallimento non è un’opzione

Se siamo identificati con la grandiosità del nostro ego tendiamo a pensare di non poter fallire. Pensiamo che andremo avanti ad ogni costo.
Se abbiamo genuina forza mentale siamo tranquillamente in grado di riconoscere che la possibilità di fallire non può mai essere totalmente esclusa. Ma abbiamo anche la ragionevole certezza di essere in grado di gestire efficacemente gli eventuali fallimenti.

Nascondere gli errori

Sbagliare crea imbarazzo, e le situazioni imbarazzanti compromettono l’autostima della persona illusoriamente sicura di sé. Per questo motivo l’errore viene sistematicamente nascosto.
La persona mentalmente forte sa che dai propri errori può invece trarre preziosi insegnamenti. Non tenta di nasconderli e si impegna ad evitarne il ripetersi.

Non accettare il ritiro

Avere un ego grandioso impedisce di ascoltare la voce del buon senso quando suggerisce di ritirarsi. Il ritiro viene visto come un segnale di debolezza impossibile da ammettere.
Essere mentalmente forti rende invece perfettamente in grado di riconoscere il momento in cui è opportuno abbandonare un’attività, un progetto, una sfida. Ci preserva ad esempio dal perseverare quando un business è in perdita, o dal rimanere caparbiamente legati ad una situazione che potrebbe mettere a repentaglio la nostra incolumità.

Focalizzarsi su ciò che gli altri pensano

Passare molto tempo nel timore del giudizio altrui non è certamente segno di forza mentale. Costringe a fare di tutto per guadagnarsi la considerazione altrui, persino se il proprio agire entra in conflitto con i valori personali.
La persona libera da un ego grandioso è più orientata all’autenticità dell’essere che alla reputazione. Si mantiene fedele ai propri valori personali, anche quando ciò significa fare scelte impopolari.

Negare il dolore

Se dipendiamo dall’illusoria credenza nella grandiosità del nostro io, tendiamo a credere che niente ci può mettere in difficoltà. Emozioni come paura o tristezza vengono sistematicamente negate e rimosse.
La sofferenza emotiva non è però in alcun modo un segno di debolezza. E’ semplicemente la prova della propria umana natura. Non possiamo guarire dalle nostre ferite emozionali se non ci diamo il permesso di viverle, di sentirle. E non possiamo nemmeno conoscere momenti di gioia e serenità più autentici se non permettiamo al dolore di allontanarsi da noi dopo aver fatto spazio dentro il nostro cuore.

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