Fritjof Capra – Il Tao della Fisica

Il Tao della Fisica tenta di mostrare un sostanziale parallelismo tra i concetti della moderna fisica quantistica e le ben più antiche idee fondamentali espresse da filosofie e religioni dell'Estremo Oriente. Utile per ampliare la nostra visione del mondo, anche da un punto di vista psicologico
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“E’ probabilmente vero in linea di massima che della storia del pensiero umano gli sviluppi più fruttuosi si verificano spesso ai punti di interferenza tra due diverse linee di pensiero. Queste linee possono avere le loro radici in parti assolutamente diverse della cultura umana, in tempi diversi e in ambienti culturali diversi o di diverse tradizioni religiose; perciò, se esse realmente s’incontrano, cioè, se vengono a trovarsi in rapporti sufficientemente stretti da dare origine a un’effettiva interazione, si può allora sperare che possano seguire nuovi e interessanti sviluppi”.

Werner Heisenberg

Il testo “Il Tao della Fisica” si apre con questa citazione di uno dei padri della Fisica Quantistica, quell’affascinante mondo che all’inizio del secolo scorso ha sconvolto le fondamenta della Fisica Classica, offrendo una visione della realtà che ancora oggi sembra avere dell’incredibile.

L’autore, Fritjof Capra, è un fisico americano che ha dedicato i suoi studi alle implicazioni filosofiche della scienza moderna. La particolarità di questo suo testo sta nel tentativo di dimostrare un sostanziale parallelismo tra i concetti della moderna fisica quantistica e le ben più antiche idee fondamentali espresse da filosofie e religioni dell’Estremo Oriente. Egli afferma che le due teorie fondamentali della fisica del Ventesimo Secolo (meccanica quantistica e teoria della relatività) ci pongano di fatto nella condizione di essere obbligati a considerare il mondo in un ottica molto simile a quella da secoli indicata dagli Indù, dai Buddhisti e dai Taoisti.

Non si tratta pertanto di un testo di Psicologia, almeno per come abitualmente si considera questa disciplina. Esso viene comunque proposto in questa sezione perchè costituisce un importante esempio di come dovremmo riuscire ad osservare la Vita. Nel Tao della Fisica si parla del comportamento sorprendente della materia e della visione del mondo presente nell’Induismo, nel Buddhismo e nel Taoismo. La visione del mondo che ne emerge è quella di un Tutto interconnesso e della necessità di osservare gli opposti dal punto di vista di una loro sintesi.

Molte delle nostre certezze, anche quelle relative ai concetti di spazio e tempo assoluti, sono state messe in discussione dalle scoperte della fisica. La Teoria della Relatività di Einstein ha ad esempio proposto un’immagine profondamente mutata dell’universo, all’interno del quale le cose possono variare enormemente a seconda del punto di osservazione.

tao della fisica
Il Tao della Fisica

 

Probabilmente l’autore non è riuscito a dimostrare in maniera del tutto convincente il parallelismo che si proponeva. Se non altro a causa dell’enorme difficoltà che si incontra nel tentativo di conciliare il linguaggio della matematica con quello filosofico-religioso. Senza dubbio però questo lavoro ha suscitato un grande interesse verso la necessità di adottare punti di vista più ampi rispetto a quelli abituali.

E questo è sostanzialmente il motivo per cui questo testo viene proposto in questa sezione. Lo scopo è quello di suggerire una lettura che aiuti ad estendere il proprio punto di vista e a rendersi conto che la Vita è molto più ricca di misteri, sfumature e sorprese di come la vorremmo concepire. Ai primi studiosi era apparso subito chiaro che il “ruolo dell’osservatore” non era più quello di spettatore passivo. Il semplice atto dell’osservare contribuiva infatti alla determinazione, in un senso o in un altro, della realtà osservata.

E tale dovrebbe essere anche il nostro atteggiamento nei confronti della Vita. Quando i nostri occhi riescono a mantenersi colmi di meraviglia e stupore, quando ci impegniamo a vedere oltre le apparenze, quando cerchiamo una sintesi ai diversi punti di vista e quando siamo pronti a modificare i nostri preconcetti per adattarci ad un mondo che cambia, la nostra vita può assumere significati e direzioni la cui profondità è inimmaginabile prima di quel momento.

Questo testo, indipendentemente dal fatto che lo scopo dell’autore sia stato pienamente centrato o meno, è anche una dimostrazione del valore psicologico dei nostri tentativi di cercare parallelismi tra visioni del mondo apparentemente diversissime. A volte si ha infatti l’impressione che molte verità sulla nostra vita possano essere colte sapendo interpretare correttamente determinati eventi che sembrano presentarsi secondo curiosi criteri di analogia con questioni di cui abbiamo maggiore consapevolezza. Ed è bene a tal proposito mantenere la mente in allenamento.


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