Il sogno e l’esperienza della Consapevolezza di Sé

Tra gli psicoanalisti, Rollo May è senza dubbio tra coloro che più hanno insistito sulla necessità per l’essere umano di riuscire nell’ardua impresa acquisire una piena e libera consapevolezza di sé.

Nel suo testo “L’uomo alla ricerca di sé”, l’autore riporta un sogno interessante, in cui ad essere espressa è l’importanza e allo stesso tempo la drammaticità dell’esperienza dell’acquisizione di un Sé inteso come autocoscienza.

Il Sè, afferma l’autore, nasce e si sviluppa sempre in un contesto sociale. E’ il rapporto interpersonale a permetterne lo sviluppo. Nessun “Io” però si può trasformare in una “individualità responsabile” e autocosciente se rimane il riflesso del contesto sociale che lo circonda.

Per questa ragione, Rollo May individuava nel conformismo il grande distruttore dell’individualità” nel moderno contesto sociale. E questo perchè l’adattamento al modello tende ad essere accettato come norma. Essere benvoluti, è il “presunto passaporto per la salvezza“.

Vi sono però dei momenti in cui, nel tentativo di acquisire tale livello di consapevolezza, può manifestarsi una “crisi di crescita“, che può tranquillamente assumere le caratteristiche di una crisi esistenziale. A titolo esemplificativo, l’autore riporta nel testo il sogno di un paziente che manifestava gravi e prolungati accessi di angoscia.

Questa situazione viene ricondotta allo stretto legame che lo univa alla madre, “una donna molto instabile, ma forte e dominatrice”. Durante il giorno precedente alla notte in cui venne fatto il sogno, il paziente aveva ricevuto una lettera dagli amministratori dell’ospedale in cui lavorava come giovane medico, che si congratulavano per l’eccellente lavoro effettuato, conferendogli un incarico di maggiore responsabilità.

Dal sogno risulta evidente l’angoscia sperimentata dal paziente che metterebbe in luce, secondo Rollo May, una crisi legata al timore di essere espulso dalla famiglia nel momento in cui egli fosse in grado di acquisire maggiore responsabilità e indipendenza. Il ragazzo attaccato alle gonne della madre, di fronte alla necessità di assumere un Sé maggiormente individualizzato, sarebbe dovuto scomparire, assieme al vantaggio che questa indifferenziazione psicologica gli aveva garantito fino a quel momento.

Il sogno e l'esperienza della Consapevolezza di Sé
Il sogno e l’esperienza della Consapevolezza di Sé
Immagine da pixabay.com

Ecco la trascrizione del sogno, riportata a p.63 del testo (1).

Andavo in bicicletta verso la casa della mia infanzia, dove erano mio padre e mia madre. Il luogo sembrava bellissimo. Quando entrai mi sentivo libero e forte, proprio come mi sento adesso da medico nella mia vita reale, non com’ero da ragazzo. Ma i miei genitori non vollero riconoscermi. Avevo paura che manifestando la mia indipendenza mi avrebbero cacciato a calci. Mi sentivo triste e solo, come se fossi al Polo Nord e non ci fosse nessuno, solo neve e ghiaccio per migliaia di miglia intorno. Gironzolai per la casa e vidi dei cartelli affissi alle pareti delle varie stanze con le scritte “Pulisciti i piedi” e “Lavati le mani”.

Realizzare la consapevolezza di Sé

Ogni organismo, afferma Rollo May, ha una sola esigenza primaria nella propria esistenza: realizzare le proprie potenzialità. Una ghianda realizza questo compito diventando una quercia. Un cucciolo di cane lo realizza divenendo un cane adulto in grado di instaurare con il padrone quel rapporto di affetto e lealtà che meglio corrisponde alla sua natura.

Ma per l’uomo, la realizzazione delle proprie potenzialità è un compito che non si realizza con i medesimi automatismi. Esso richiede infatti di essere sviluppato nell’autocoscienza. L’uomo, deve saper trovare in sé stesso la forza di soggiornare nel proprio “santuario interiore” come individuo.

Se l’uomo non realizza le proprie potenzialità come individuo, tende a divenire represso e infermo. Secondo Rollo May, questa è l’essenza della nevrosi: “le potenzialità personali inutilizzate, bloccate dalle condizioni ostili dell’ambiente (passato o presente) e dai propri conflitti interiorizzati, si volgono verso l’interno provocando uno stato patologico”. “L’energia e Gioia Eterna”, afferma ancora l’autore citando William Blake.


NOTE BIBLIOGRAFICHE
(1) – Rollo May, 1983, L’uomo alla ricerca di sé, Casa Editrice Astrolabio


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