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Lasciar andare le ferite del passato. Cinque suggerimenti

Siamo stati tutti feriti dalla vita. Non esiste alcun adulto o adolescente che non abbia sperimentato alcun tipo di dolore emotivo. Con queste parole, il dott. John M.Grohol apre uno dei suoi numerosi articoli riportati nella rivista Psych Central, in cui analizza cinque fondamentali passi per superare le ferite del passato.

Ho trovato particolarmente interessante questo articolo perché affronta questo delicato tema partendo da alcuni principi che ho sempre considerato di fondamentale importanza.

Innanzitutto, la nostra responsabilità individuale in questo processo. Abbiamo la possibilità di rimuginare all’infinito su quanto accaduto. Se cerchiamo colpevoli a cui attribuire le cause delle nostre ferite del passato, ne troveremo in abbondanza. Grohol afferma che la cosa più importante è ciò che decidiamo di fare del nostro dolore.

Come ho già scritto altre volte, diventare adulti (e in un certo senso lasciar andare le ferite del passato è un aspetto fondamentale di questo processo di crescita) comporta la perdita del privilegio di poter incolpare gli altri di ciò che ci accade e che ci è accaduto. Di sicuro qualcuno ci ha fatto del male. Senza dubbio qualcuno ci ha feriti ingiustamente.

Ma, pensandoci bene, alla fine è una scelta nostra: girare pagina, o rimanere bloccati in un passato che non ci consente di vivere il presente. Spesso ci aggrappiamo a questa seconda possibilità perché pensiamo che chi ci ha causato dolore dovrebbe rimediare. Ma questo difficilmente accade, e in ogni caso, per togliere certi macigni dal nostro cuore, abbiamo una sola possibilità: perdonare.

Perché dovremmo farlo, dato che le persone che ci hanno feriti non lo meritano? Per un motivo molto semplice, indicato in un semplice aforisma, a cui viene solitamente attribuita origine Buddhista:

“Perdona gli altri, non perché essi meritano il perdono, ma perché tu meriti la pace”.

Per la stessa ragione l’autore insiste sul fatto che, per quanto le nostre lamentele possano essere legittime e comprensibili, alla fine non fanno altro che mantenerci bloccati in un dolore che rischia di farci molto più male di quanto dovrebbe. Vediamo dunque quali sono i cinque suggerimenti proposti da Grohol per superare le ferite del passato.

ferite del passato
Lasciar andare le ferite del passato
immagine da pixabay.com

1. Prendere la decisione di lasciarle andare

I ricordi, le ferite, il dolore che abbiamo provato, non se ne vanno da soli. Per quanto possa apparirci complesso, dobbiamo prendere una decisione consapevole di lasciar andare le ferite del passato. Se non lo facciamo, o se lo facciamo in maniera non sufficientemente convinta e deliberata, potrebbe auto inconsapevolmente boicottare i nostri tentativi di uscire dalla situazione.

Prendere questa decisione, secondo Grohol, significa acquisire la consapevolezza che possiamo realmente farcela. Significa rendersi conto di avere sufficienti mezzi per poter guardare al nostro passato con un senso di libertà.

2. Esprimere il dolore ma anche la propria responsabilità

E’ prima di tutto necessario prendere consapevolezza del dolore che abbiamo vissuto e che portiamo con noi. Esprimerlo, ad esempio con l’aiuto di una persona o affidandolo ad un diario, può essere un buon inizio. Ciò che conta, secondo il parere del dott. Grohol, è conoscere più da vicino il proprio dolore e comprenderlo con maggiore chiarezza.

Per quanto possa esserci chiaro che le ferite del passato che portiamo ancora vive nel nostro cuore siano state causate da altri, potrebbe essere molto utile provare a comprendere se vi è stato qualche elemento sotto il nostro controllo che ha in qualche maniera contribuito, anche in misura minima.

Dobbiamo riappropriarci della sensazione di essere noi a governare la nostra vita. Dobbiamo affermare la volontà di essere attori responsabili del nostro destino. L’alternativa è quella di lasciare che il nostro dolore diventi l’elemento che definisce la nostra identità.


Come spesso accade, possiamo davvero divenire agenti attivi di cambiamento nella nostra vita. Quando però avvertiamo che le nostre forze non bastano ad innescare il processo, o che le nostre emozioni sono eccessivamente intense per poter fare dei passi avanti concreti, abbiamo a disposizione anche la possibilità di poter contare sull’aiuto di un professionista.
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3. Non assumere il ruolo di vittima

Dal nostro personale punto di vista, nulla conta più dei nostri sentimenti. Per noi, non vi è nulla di più speciale di noi stessi. Ma tutto questo non fa che confluire in quel complesso intreccio che definiamo vita. Una vita in cui non vi sono sentimenti che prevalgono per importanza su quelli di tutti gli altri.

Quando decidiamo di lasciarci alle spalle le ferite del passato altro non facciamo se non assumerci la responsabilità della nostra felicità, facendo in modo che essa non dipenda dai comportamenti delle altre persone. Vogliamo davvero concedere loro tutto questo potere? Rimuginare su un tormento, come afferma il dott. Grohol, non ha mai risolto alcun problema relazionale.

4. Concentrarsi sul presente

Forse in maniera un po’ brusca, l’autore dell’articolo invita senza mezzi termini a smettere di raccontare a sé stessi la storia in cui il protagonista (noi) è stato vittima di orribili azioni da parte di altre persone. Ma senza dubbio non gli si può obiettare che sta a noi decidere se desideriamo, oggi, iniziare a costruire una vita più libera, serena e gioiosa.

Focalizzarsi sul presente, su ciò che davvero possiamo fare oggi per liberarci delle ferite del passato, aiuta a non sprecare energie rimuginando su di esse. Darsi degli obiettivi concreti e ricordare frequentemente a sé stessi ciò in cui si è concretamente impegnati per portare gioia nella propria vita, è un modo saggio per guardare al futuro con fiducia e consapevolezza.

5. Perdonare

Come già accennato, la chiave più autentica in tutto questo percorso è il perdono. Perdonare non significa smettere di ritenere sbagliato ciò che è accaduto. Significa concedere a sé stessi il diritto di andare oltre pur continuando a mantenere questa consapevolezza.

Il perdono non è un atto di debolezza. Non lo è quando è un autentico gesto del cuore, ma può esserlo quando maschera un desiderio onnipotente di annullamento. E’ un modo per dare il benvenuto alla gioia. E’ la strada maestra per lasciar andare definitivamente qualcosa, e per consegnare definitivamente al passato le nostre ferite.


In conclusione, afferma il dott. Grohol, è noto quanto sia difficile lasciar andare le ferite del passato. Se le teniamo con forza appresso a noi, finiamo per considerarle delle vecchie amiche che non avremmo mai il coraggio di abbandonare. Ma nessuna vita dovrebbe essere definita dal dolore. Ciò danneggia l’essere umano su tutti i fronti. Ogni giorno in cui scegliamo di rimanere aggrappati al nostro dolore è un altro giorno in cui tutti attorno a noi devono convivere con questa nostra decisione. E condividerne le conseguenze…