Musica e Psicologia dell’Anima – Le armonie che curano lo Spirito

L'affascinante connubio tra musica e psicologia. Un'opportunità per elevare il proprio cuore, per affinare sensibilità e intuizione. Una guida per la coscienza verso la scoperta di quelle realtà Trascendenti che il linguaggio della musica descrive con stupenda maestria.
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Come forse potrà apparire scontato, gli argomenti di questo sito ruotano attorno al tema di una forma di Psicologia che amo definire “Psicologia dell’Anima“, o “Psicologia del Sublime“. Trattandosi di un ambito di elevata finezza, sono necessarie metodiche in grado di condurre l’animo ai livelli più elevati dell’Inconscio Superiore e del Sé Transpersonale. Le tecniche immaginative hanno senza dubbio un ruolo di primo piano in percorsi di questo tipo. Purchè si faccia attenzione a non confondere l’immaginazione con la fantasticheria. In questo contesto, anche il rapporto tra musica e psicologia costituisce un interessante ambito di studio.

Proveremo pertanto a proporre alcune pagine della più bella musica classica, scritte dai più celebri Maestri del suono. Ci limiteremo a qualche semplice esempio, prendendo in considerazione gli autori più noti. L’intento è infatti solamente quello di offrire qualche suggerimento sul potere della musica. Alcuni brani possono evocare in noi sentimenti di grande elevazione, di forza, di armonia o addirittura di trascendenza e apertura all’eterno che è in noi. Vediamone qualche esempio.

Musica e psicologia
Musica e Psicologia – Immagine da: unsplash.com

Il Sublime nel rapporto tra Musica e Psicologia

Uno dei musicisti più geniali che il ‘500 abbia potuto donare alla storia è senza dubbio Giovanni Pierluigi da Palestrina. La sublime polifonia di alcune delle sue composizioni sembra una voce capace di dialogare con la nostra anima. Non è quindi un caso che Cyril Scott (citato in un testo di Roberto Assagioli, p.206) abbia affermato che Palestrina fu il primo compositore europeo a restituire la musica alla sua funzione originaria: quella di collegare l’uomo a Dio. Alberto Cametti, noto studioso di Palestrina, in una sua monografia affermò che “le sue polifonie ci avvolgono nell’etere di un mondo ultrasensibile; poiché quei suoni di una potenza arcana investono l’anima con le loro vibrazioni e la trasportano nelle regioni sublimi della vera poesia“.

Ecco due esempi del sentimento che ridestano in noi le sue sublimi melodie:

Al lettore dotato di adeguata sensibilità non sfuggirà il potere di queste note di condurre il nostro animo in quei luoghi eterei che trascendono l’ordinaria coscienza ed aprono la mente e il cuore all’infinito.

Ai primi anni del secolo successivo (verosimilmente attorno al 1630) appartiene un’altra celebre opera, del sacerdote e compositore Gregorio Allegri. Essa ha senza dubbio un potere analogo a quello già descritto per le composizioni di Palestrina. Per comprenderne la bellezza e la sacralità, basti pensare che “il papa, per preservarne l’unicità, proibì che fosse trascritta e proibì che le eventuali copie uscissero dalla Cappella Sistina, tanto che l’esecuzione altrove era punita con la scomunica (Wikipedia)“.

Perfezione e solennità nella musica di J.S.Bach

L’autore che personalmente più amo è probabilmente Johan Sebastian Bach. La sua musica alterna momenti di perfetta armonia, sublime solennità e amore universale. La prima opera che vorrei suggerire è le seguente. Solenne e maestosa, capace di saturare di sublime perfezione l’intero nostro essere.

Bach è considerato uno dei più grandi geni della storia della musica. A rischio di sembrare eccessivamente poetici, forse possiamo dire che anche la moderna Psicologia dell’Anima deve molto a questo Maestro. Le sue note descrivono una perfetta armonia celeste. Per l’ascoltatore dotato di adeguata sensibilità sono un mezzo per trasferire questa armonia nel proprio cuore. La miglior forma di “guarigione” in Psicologia non è la semplice eliminazione dei sintomi, ma la ricostituzione (o la costruzione a nuovo) della perfetta armonia entro se stessi.

La perfezione della sua musica è evidente anche se ad esprimerla è un solo violino. Non a caso Piero Buscaroli, in un testo dedicato al grande compositore, afferma che queste Sonate per violino costituirebbero “una delle più auguste concezioni organizzative e architettoniche del pensiero umano“. Eccone due esempi:

Il rapporto tra musica e psicologia dell’anima, per come lo possiamo vedere oggi, è particolarmente significativo nell’opera di questo grande compositore. Dalla psicologia Junghiana sappiamo che il processo di individuazione conduce l’uomo alla pienezza non solo dell’Io, ma anche del Sé. Un concetto di Sé non però così elevato come quello a cui si fa riferimento nella Psicosintesi. Per distinguerli possiamo utilizzare il termine “trascendente”.

La musica di Bach è senza dubbio un esempio di combinazioni sonore che elevano alla trascendenza. Predispone l’animo umano all’opera di evocazione del Sé transpersonale e alla sua integrazione con l’Io cosciente. E’ comunque indispensabile chiarire che il Sé trascendente non è un costrutto psicologico astratto. Non è nemmeno uno stato emotivo di natura mistica. Men che meno è una stolta via di fuga da una realtà inaccettabile, come purtroppo chi non ne ha una chiara consapevolezza tende a supporre. L’esperienza del Sé trascendente è autodimostrante, tutto il resto sono quelle (purtroppo frequenti) fuorvianti manifestazioni a carattere emotivo ingenuamente confuse con una realtà ancora non conosciuta.

Le opere di Bach con effetti psicologici di straordinario spessore sono innumerevoli. Data la brevità di questo scritto dobbiamo però limitarci a qualche semplice esempio che vada oltre le sue composizioni già piuttosto note anche a chi non ha interesse verso la musica classica. Concludiamo dunque con questa interpretazione del violoncellista (e matematico) Hans-Eberhard Dentler della celebre opera “L’Arte della Fuga”. In un suo libro, afferma che in questa  composizione di Bach vi sarebbero nientemeno che velati richiami alla tradizione pitagorica sull’armonia delle sfere

Parte 1

Parte 2

Altri esempi del sublime e del trascendente nel rapporto tra musica e psicologia

Pur essendo uno dei compositori più noti e amati dal grande pubblico non rientra tra quelli che più amo. Tuttavia è doveroso riconoscere che Richard Wagner, in alcuni momenti delle sue corpose opere offre spazi di interiorizzazione e di ascesa a quelli stati di incontro con il Sé transpersonale a cui abbiamo fatto accenno. La meraviglia delle note finali del Tristano e Isotta ne sono un chiaro esempio:

Elevata e nobile è anche l’espressione musicale di Cesar Frank, di cui suggeriamo “Le Beatitudini”. La luminosa purezza irradiata da queste note accompagna l’ascoltatore al centro del proprio cuore, alla ricerca non solo del benessere psicologico, ma soprattutto all’ascolto del proprio Sé transpersonale.

Potrà sembrare forse inusuale, ma anche la musica di Antonio Vivaldi sfiora il Trascendente in alcuni suoi momenti. Per menzionare la più celebre delle sue opere, basta meditare sulle note del terzo movimento dell’Estate, nelle “Quattro Stagioni”.

Una musica di elevato spessore, che suscita sentimenti di forza e grande carattere. L’intrecciarsi del fraseggio crea un geniale effetto ascendente, che conduce all’esplorazione del proprio “gioiello nel loto” interiore, con sorprendente luminosità e potenza.

Musica e Psicologia per lo sviluppo della volontà, dell’amore e dell’armonia interiore

La musica di più elevato valore artistico non ha naturalmente solo una funzione di tipo trascendente. Vi sono anche altri importanti aspetti della nostra personalità che possono trarre grande beneficio dallo straordinario potere della musica. Il contributo che musica e psicologia, nella loro interazione, possono offrire allo sviluppo di aspetti come armonia, volontà e amore è altrettanto rilevante.

Alcune opere di Wolfgang Amadeus Mozart, ad esempio, riescono a sfiorare l’animo umano con il dono di una rara delicatezza. Vorrei prima di tutto menzionare una delle sue composizioni più celebri, l’ultima prima della sua prematura scomparsa, il cui potere di condurre l’ascoltatore a contemplare l’eternità del proprio Sé transpersonale non ha probabilmente eguali. Limitandoci agli aspetti psicologici, l’ascesa a cui veniamo condotti ascoltando le note del Lacrimosa apre la porta delle sfere più elevate della nostra immaginazione creativa.

Impossibile rimanere indifferenti e non essere rapiti dalla sublime bellezza di questa composizione. L’anima umana trova in esse nutrimento e l’allontanamento di sentimenti depressivi, ansiogeni ed emozioni negative in generale. Le negative ombre che appesantiscono il nostro cuore scompaiono alla radiante luce di questo capolavoro. Se ne raccomanda pertanto l’ascolto con cuore sincero e con animo aperto e ricettivo.

Tra le oltre 600 opere scritte dal geniale compositore Austriaco sono innumerevoli quelle in grado di infondere lo stesso tipo di sentimento. Un esempio è senza dubbio quello che segue:

Per non parlare dell’impressionante forza trasmessa al cuore dalle note di questa Messa:

Se sentiamo di mancare di bellezza e luminosità interiore (strumenti terapeutici di grande potere) possiamo immergerci nelle note di queste sublimi delizie:

Del compositore veneziano Tomaso Albinoni si conosce generalmente il celebre Adagio in Sol minore. Tra le sue opere vi sono però alcune perle, meno note al grande pubblico, ma dal valore artistico (e psicologico) altrettanto importante. Per instaurare in noi uno stato di armonia interiore, proviamo ad aprirci alla bellezza di queste note:

Ha l’effetto dei primi raggi del sole del mattino sulla nostra coscienza. Crea in noi armonia, pace e una sensazione di bellezza.

Bellezza, leggerezza e nobiltà d’animo è ciò che ci viene invece donato dalle sottili melodie di questa Sinfonia di Johannes Brahms. La sua sottile raffinatezza fluidifica le nostre emozioni, rasserena i nostri pensieri. Un meraviglioso esempio di allineamento mente – cuore.

Dal tormento all’armonia e alla volontà creativa

Spesso il nostro animo è turbato da preoccupazioni o tormenti. Altre volte aneliamo a qualcosa che non è esclusivamente slancio mistico o apertura del cuore. Se abbiamo compreso che il conflitto può evolvere e risolversi in armonia e bellezza, possiamo allora contare sul supporto creativo interiore delle grandi composizioni di alcuni geni assoluti del suono.

Ludwig Van Beethoven è un celebre esempio di quella sintesi solare e creativa e di forza espressiva che va ben oltre la mera pace interiore. Essa può solo emergere nell’animo di chi conosce il dolore e il tormento. Le sue ultime opere sono frutto della sua straordinaria capacità di saper trarre forza da un destino avverso, dalla non rassegnazione all’inevitabilità. Persino la totale sordità, il peggiore dei drammi per un compositore, non gli ha impedito di trasformare il piombo della sofferenza nell’oro alchemico della sublime bellezza musicale.

Albert Einstein affermava che non si possono risolvere i problemi allo stesso livello di coscienza in cui sono stati generati. Jung ha aggiunto che i grandi problemi della vita non si possono risolvere, possono solo essere superati. Entrambe queste massime di pensiero sembrano incarnarsi nelle opere di Beethoven.

La sua musica conduce l’ascoltatore a nuovi livelli di pensiero, apre strade di luminosa consapevolezza all’animo disposto a lasciarsi assorbire dalla straordinaria forza di queste note. Per rendersene conto basta lasciarsi affascinare dal modo in cui il geniale compositore “risolve”, all’interno del secondo movimento, la stupenda complessità della Quinta Sinfonia. Dal conflitto all’armonia superiore, dal tormento alla pienezza dell’anima.

Lo stesso si può dire per la sonata 23 per pianoforte. Nella parte iniziale del terzo movimento, il modo in cui la melodia “risolve” l’insistente e cupa atmosfera è paragonabile al sopraggiungere di un chiaro bagliore di consapevolezza nel bel mezzo di un momento buio della nostra vita.

Per concludere questa breve trattazione sul rapporto tra musica e psicologia possiamo aggiungere anche qualche riferimento ad opere in grado di stimolare in noi forza di volontà o volontà creativa. Si pensi ad esempio alla Quinta Sinfonia di Gustav Mahler:

Anche molte delle composizioni di Giuseppe Verdi stimolano al coraggio, all’azione e all’unità. Ecco qualche piccolo esempio:

Musica e psicologia nel nostro lavoro di crescita interiore

Un lavoro di benessere psicologico, realmente autentico e completo, non può non tener conto anche di tutti quegli aspetti che riguardano lo sviluppo della consapevolezza del nostro Sé più elevato. Molti sono gli strumenti a disposizione, utilizzabili sia a fini terapeutici che autoformativi. Gli Esercizi di Psicosintesi e gli Esercizi di Visualizzazione Creativa proposti in questo sito ne sono un esempio.

In quest’ottica, l’affascinante connubio tra musica e psicologia può offrire una straordinaria opportunità di ampliamento del proprio cuore, un affinamento della propria sensibilità e intuizione. Ma soprattutto può guidare la nostra coscienza alla scoperta di quelle realtà Trascendenti che il linguaggio della musica descrive con stupenda accuratezza.

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