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Nelle relazioni ognuno di noi è un guaritore ferito

In un interessante articolo pubblicato in questi giorni su Psychology Today dal titolo “We Are All Wounded Healers” la dott.ssa Linda Bloom offre alcune interessanti riflessioni sulle opportunità che le relazioni di coppia possono offrire, quando vissute nella maniera più sana. Per definire il ruolo del guaritore ferito nelle relazioni, Linda Bloom spiega innanzitutto come i meccanismi alla base dell’attrazione possono essere caratterizzati da aspetti di cui siamo consapevoli e da altri rispetto ai quali non abbiamo alcuna consapevolezza.

Vi sarebbero infatti fattori “sottili”, spesso sconosciuti, che appartengono all’area dei desideri e delle speranze inespressi, e che inevitabilmente riguardano le nostre aspettative nei confronti dell’altra persona. Toccano in profondità le nostre emozioni ed includono speranze di realizzazione, la guarigione da antiche ferite sepolte o la scoperta del proprio potenziale personale.

La percezione inconscia di questi aspetti sarebbe proprio il fattore “sottile” che rende attraente una persona ai nostri occhi. In qualche modo, sentiamo che può portare nella nostra vita guarigione, serenità, gioia, realizzazione, ecc.

guaritore ferito
Nelle relazioni ognuno di noi è un guaritore ferito
Immagine da pixabay.com

La maggior parte delle persone entra nell’età adulta gravata da ferite irrisolte risalenti all’infanzia, che si ripercuotono sul modo in cui percepiscono sé stesse, sulla propria autostima e sulla fiducia in sé stesse. E, come afferma la dott.ssa Bloom, è proprio attraverso una relazione significativa che abbiamo la possibilità di sentirci più completi. Grazie a quella particolare unione, possiamo iniziare un “percorso di cura” che ci consente di individuare e tentare di “risanare” le aree in cui ci sentiamo frammentati, abbandonati, feriti, ecc.

Grazie alla presenza di un partner con cui poter stabilire una relazione autentica e basata sulla fiducia, molti elementi inconsci e di non facile integrazione possono affiorare ed essere rielaborati. Ciò che era stato represso, può apparire alla luce della consapevolezza, e soprattutto trovare accoglienza empatica da parte dell’altra persona. L’accettazione compassionevole e la presenza amorevole possono compiere autentici miracoli da questo punto di vista.

Crescere comporta inevitabilmente il dover affrontare prove, lotte o difficoltà. La nostra mente tende a collocare queste esperienza in qualche ripostiglio della memoria di difficile accesso, ma non possono mai essere dimenticate del tutto. Le nostre emozioni ricordano molto più di quanto la nostra consapevolezza cosciente vorrebbe credere. E queste esperienze possono essere risanate riportandole alla luce, ed offrendole a qualcuno che avrà quell’amorevole compassione di accettarle ed accoglierle.

Ben poche persone entrano però in una relazione pienamente consapevoli di cercare in essa anche un supporto di questo tipo. Sono generalmente altre le valutazioni che vengono effettuate, o gli aspetti dell’attrazione di cui si ha consapevolezza. La dott.ssa Bloom afferma però che nel momento in cui ci sentiamo amati, accettati e supportati emerge una naturale tendenza a far emergere ciò che in precedenza era stato negato o represso.

Il senso di sicurezza che la relazione offre, sarebbe, in altri termini, il terreno ideale per far germogliare quel sentimento risanante che inconsciamente cercavamo. Ciascun partner ha inevitabilmente incontrato qualcosa che lo ha ferito nel corso della propria vita, e quando la relazione funziona davvero ciascuno può assumere il ruolo di chi necessita di “cure”, ma anche quello del guaritore.

Questa in sostanza sarebbe la situazione ideale. Si tratta però di una realtà che non trova facilmente riscontro nella complessità delle vite quotidianamente vissute dalle persone. Quando ad esempio entrambi i partner manifestano una condizione di co-dipendenza diventa tutto più difficile, e gli elementi a cui prestare attenzione aumentano notevolmente.

Il bisogno inconscio di porre la nostra vita nelle mani del partner incontra un analogo desiderio da parte dell’altra persona. Entrambi devono pertanto accettare la responsabilità del proprio benessere, senza aspettative irrealistiche, ma soprattutto senza sottrarsi alla possibilità di essere a propria volta quel guaritore ferito di cui il partner ha la stessa necessità.

Riaprire vecchie ferite emotive è spesso doloroso. Ha un impatto emozionale sulla vita delle persone molto più grande di quanto ci si potrebbe aspettare. Solitamente si tratta però di un processo che si innesca del tutto involontariamente e inconsapevolmente. Semplicemente, si manifesta nel momento in cui le persone coinvolte avvertono una grande fiducia nell’altra persona, portando entrambi a superare anche le resistenze più consolidate.

La strada è però lastricata di soprese, fallimenti, vittorie, ecc. Non ci si sorprende infatti più di tanto nel constatare che vi sono persone che attraversano la vita mantenendosi a distanza da questa “rischiosa” possibilità. Divenire adulti implica assumersi la responsabilità del proprio benessere, come dicevamo. Ma comporta anche la perdita del privilegio di poter attribuire agli altri la responsabilità dei propri disagi, fallimenti, limiti, insuccessi. E non tutti sono disposti a fare spazio a una consapevolezza di questo tipo.

Quando però la coppia funziona, quando ciascun partner svolge quel meraviglioso ruolo di guaritore ferito e di figura compassionevole ed empatica nei confronti del bisogno dell’altro, il viaggio può essere un’esperienza meravigliosa.

Che speranze vi sono allora per le persone che non hanno la fortuna di poter risanare le proprie ferite grazie all’incontro con un guaritore ferito disposto ad uno scambio reciproco di accettazione empatica ed amore compassionevole?

Nel mio lavoro mi capita quotidianamente di incontrare persone il cui cuore ha ricevuto più ferite che cure. La coppia stessa può diventare luogo di perpetuazione di un vissuto affettivo disfunzionale. Ma forse nulla appare più doloroso della solitudine, o della mancanza di un cuore accogliente e risanante.

Sono però infinitamente grato alla vita e alle persone che incontro per poter assistere costantemente a quelle meravigliose trasformazioni interiori a cui vanno incontro coloro che scelgono di percorrere con coraggio e in condizioni spesso difficili quelle buie e fredde strade che conoscono coloro che non vivono la gioia di una relazione autentica.

Una relazione importante ed empatica può risanare davvero tante situazioni, ma niente sembra dimostrare più bellezza e valore umano della capacità dimostrata da alcuni di riuscire a trasmutare i tormenti della solitudine in sentimenti genuini da offrire a chiunque incontrano sulla propria strada.

E questo è il messaggio di speranza che cerco di trasmettere alle persone che chiedono un aiuto in situazioni di sofferenza affettiva. Possiamo fare molto per noi stessi, anche se non viviamo una relazione che può curare il nostro cuore. Qualunque sia la nostra condizione, possiamo scoprire percorsi di vita e di consapevolezza che ci possono rendere donne e uomini migliori, pienamente consapevoli e realizzati, orientati verso uno scopo e arricchiti di senso.

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