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Fiducia in se stessi

Forse pochi ambiti della vita umana sono in grado di coinvolgere le nostre emozioni come quello relativo ai rapporti personali, con particolare riferimento ai rapporti di coppia. Da un buon rapporto di coppia deriva spesso buona parte della felicità vissuta dalle persone in generale. L’uomo, per sua natura, ha bisogno di relazioni. Costruire una buona relazione con una controparte affettiva è senza dubbio uno dei più importanti obiettivi della vita di moltissime persone.

Si comprenderà dunque perché un numero enorme di richieste di sostegno psicologico derivino proprio da qualche forma di problematica di tipo relazionale. Quando la coppia non funziona, quando i partner affrontano un momento di crisi, ma anche quando una persona è costretta dalle circostanze della vita a sperimentare per lunghi periodi la mancanza di un partner, il vissuto emotivo personale ne risente in maniera senza dubbio molto pervasiva.

Quando i rapporti di coppia non funzionano o nascono in maniera instabile o problematica, o sono causa di dolore e frustrazione perchè rimangono solamente un desiderio non corrisposto, il vissuto emozionale che ne deriva può avere ripercussioni notevoli sul benessere psicologico e la serenità di una persona.

Consulenza e Sostegno Psicologico - RAPPORTI DI COPPIA
Consulenza e Sostegno Psicologico – RAPPORTI DI COPPIA
Immagine da: pixabay.com

Rapporti di coppia e richiesta di sostegno psicologico

Quali sono le richieste che lo psicologo più frequentemente riceve da persone che attraversano un momento di difficoltà esistenziale a causa di un problema legato alla sfera delle relazioni personali?

Data l’estrema eterogeneità sia delle problematiche che dei vissuti soggettivi, anche le richieste di consulenza e sostegno psicologico in ambito relazionale possono essere molto diversificate. Vediamo alcuni aspetti delle richieste che normalmente ricevo e della possibile evoluzione del lavoro psicologico che è possibile progettare in questi casi.

1. Trovare Fiducia in Sé Stessi

Spesso ricevo richieste di questo tipo da persone che soffrono a causa dell’esperienza del rifiuto da parte del partner tanto desiderato. Molte dinamiche relazionali, sia quando sono vissute positivamente che quando creano instabilità o dolore, possono riattivare pattern di attaccamento riconducibili alle modalità con cui le nostre necessità di sicurezza affettiva hanno trovato risposta nel corso del nostro sviluppo.

La ferita del rifiuto può dunque far emergere una sensazione di abbandono o di perdita. Per altre persone può invece “semplicemente” ferire più che altro l’orgoglio, scatenando più risentimento che dolore. Ciascuno di noi reagisce a questo tipo di vissuto con grande soggettività.

La persona che sperimenta la ferita del rifiuto o la prolungata assenza di un partner può vedere minata alla base la fiducia in sé stessa. La convinzione di non piacere, o di non avere nulla di desiderabile agli occhi di un potenziale partner può essere vissuta con grande disagio psicologico, che può spingersi fino a qualche tipo di forma depressiva.

Il lavoro psicologico che cerco di realizzare con la persona in questo caso è dunque prima di tutto mirato ad individuare nel suo cuore la sua bellezza nascosta. Molte persone sembrano incredibilmente non esserne consapevoli, persino quelle che appaiono come più sensibili.

Forse non siamo esteticamente conformi ai “canoni” correnti con cui le persone sono valutate nel loro aspetto fisico. Forse non siamo “brillanti” ed “estroversi” come molti pensano si debba essere per poter piacere. Ma senza dubbio, magari celato nel profondo di noi stessi, c’è un nucleo di bellezza che deve essere conosciuto e portato a manifestazione.

Non c’è nulla di potenzialmente più piacevole di una persona che vive in sé stessa la consapevolezza di quello che ha nel cuore, e che lo offre liberamente a coloro con cui si relaziona. Autostima e fiducia in sé stessi possono dunque costituire un valido aiuto per poter iniziare rapporti di coppia stabili ed appaganti.

Sul tema dell’Autostima e della Fiducia in Sé Stessi puoi trovare anche altri riferimenti all’interno di questo sito, tra cui:

2. Regolazione delle Emozioni

In alcuni rapporti di coppia, soprattutto nelle fasi iniziali caratterizzate ancora da una certa incertezza sul futuro della relazione, “tenere a bada” le emozioni e la tendenza all’ansietà può non essere semplice. Ciò dipende naturalmente per lo più dalle caratteristiche dei propri tratti di personalità, oltre che dall’espressione dei “pattern di attaccamento” personali. Può senza dubbio anche dipendere dalle caratteristiche di personalità del partner con cui ci si relaziona, perché con alcune persone, più che con altre, determinati nostri aspetti emozionali emergono oppure rimangono silenti.

A volte, il confronto con uno psicologo può aiutare a trovare più rapidamente un equilibrio in situazioni di questo tipo, soprattutto quando non vi sono aspetti della personalità che richiedono un più paziente lavoro di ristrutturazione.

Una maggiore consapevolezza delle proprie dinamiche affettive e dei relativi aspetti inconsci che vengono innescati in un rapporto di coppia, può consentire una maggiore libertà espressiva rispetto alle emozioni e ai sentimenti coinvolti.

Quando ci sentiamo in difficoltà nel comprendere il nostro vissuto emozionale in relazione al rapporto con un partner, o quando, pur avendo piena consapevolezza razionale di quali sarebbero le giuste mosse da compiere, ci sentiamo comunque in difficoltà nell’esprimere la vastità delle emozioni coinvolte, un colloquio psicologico potrebbe aiutare a chiarire alcuni dubbi. In particolare, sarà possibile valutare assieme se si tratta semplicemente di normali timori che si superano con il tempo, o se è consigliabile qualche approfondimento al fine di stabilire l’opportunità di intraprendere un percorso di sostegno.

Per tutti gli aspetti legati al sostegno psicologico nell’ambito delle relazioni personali, è opportuno precisare che mi occupo esclusivamente di colloqui individuali, e non di interventi sulla coppia. Il percorso psicologico che la persona intraprende con me può riguardare il vissuto personale rispetto alla situazione di coppia, ma coinvolge normalmente anche tutti gli altri ambiti della propria vita.

Se desideri richiedere un primo colloquio individuale gratuito online o presso il mio studio a Milano, mi puoi contattare tramite il modulo contatti che trovi in questa pagina, oppure utilizzando uno dei canali che trovi nell’apposita pagina contatti.

3. Quando non sembra proprio esserci speranza

Nell’ambito della consulenza e del sostegno psicologico rivolto a situazioni relazionali e di coppia, la gestione delle emozioni che emergono da un aspetto estremamente delicato come questo merita senza dubbio grande attenzione e dedizione professionale. Tra le situazioni esistenziali in grado di generare un grande dolore nel cuore di una persona, l’assenza di un amore e la conseguente solitudine che ne deriva è senza dubbio tra le più amare.

Come abbiamo visto, lo psicologo può aiutare in molti modi la persona desiderosa di migliorare sé stessa e il proprio modo di relazionarsi, sia all’interno della coppia che con il partner potenziale. A volte però al “problema” del dolore per l’indisponibilità di una persona sembra proprio non esserci una “soluzione” che, almeno nel breve periodo, possa alla fine condurre all’appagamento del proprio desiderio.

In situazioni di questo tipo, il lavoro psicologico da svolgere è senza dubbio più complesso. Come già menzionato in alcune pagine di questo sito, quando un problema sembra proprio non avere soluzione, può comunque essere superato. Così almeno si esprimeva Carl Gustav Jung in relazione ai “grandi problemi della vita“.

Che cosa significa “superare il problema” nel caso di un dolore dovuto ad una situazione relazionale irrealizzabile? Significa sostanzialmente imparare prima di tutto ad accettare che non sempre la vita ci può offrire quello che tanto desideriamo. Ma soprattutto possiamo imparare a valorizzare molti altri aspetti della nostra vita che invece abbiamo a lungo ignorato, proprio a causa del permanere della nostra attenzione sul sentimento della mancanza di amore. Possiamo scoprire mondi di Profondità e Significato rispetto ai quali, fino a quel punto della nostra vita, non avevamo probabilmente alcuna consapevolezza.

Possiamo renderci conto, soprattutto se non siamo più giovanissimi, che talvolta sono proprio le esperienze più dolorose della nostra vita quelle da cui possiamo trarre gli insegnamenti più elevati. Se davvero vi è in noi una totalità più ampia rispetto a ciò che la nostra consapevolezza cosciente può sperimentare, allora anche esperienze così dolorose possono costituire le tappe più importanti di quel percorso che conduce all’espansione della totalità dell’Essere che Jung ha definito “Processo di Individuazione“.

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In sostanza, un percorso psicologico deve innanzitutto essere pianificato per offrire alla persona il miglior potenziamento possibile delle proprie risorse individuali e la più ampia consapevolezza possibile relativamente ai propri meccanismi affettivo-relazionali. E questo al fine di poter vivere le situazioni di coppia nel modo più gioioso possibile, oppure di poter raggiungere quel grado di sicurezza in sé stessi sufficientemente robusto da permettere alla persona di aprirsi con fiducia alla possibilità di relazionarsi con nuovi partner.

A volte però, come ad esempio di fronte alla persistenza di un rifiuto, un lavoro finalizzato a migliorare le proprie potenzialità potrebbe non essere sufficiente. E’ possibile in questi casi che l’individuo stesso desideri trarre dal dolore che sta vivendo un’opportunità di trasformazione interiore profonda, rielaborando ed attribuendo un senso più nobile al suo disagio esistenziale.

Rapporti di Coppia e Sostegno Psicologico con l’Esperienza Immaginativa

Per tutte le modalità di consulenza e sostegno psicologico nell’ambito dei rapporti di coppia e delle relazioni affettive in generale, mi avvalgo per lo più del metodo dell’Esperienza Immaginativa.

Ho avuto modo di apprezzare sia la sua delicatezza nello sfiorare tematiche così profonde nell’intimità emotiva delle persone, sia la sua efficacia nel portare alla luce quei contenuti del cuore che, una volta “liberati” sono in grado di arricchire la nostra vita di una pienezza difficilmente immaginabile nel momento in cui stiamo soffrendo.

Sul tema del sostegno psicologico mediante l’Esperienza Immaginativa nell’ambito dei rapporti di coppia si veda anche il seguente approfondimento:

L’importanza di possedere una sana autostima e un’ottimale fiducia in se stessi e nelle proprie capacità sembra ormai essere evidente a chiunque. Nathaniel Branden, esperto di fama internazionale sulle tematiche legate all’autostima e alle relative strategie di miglioramento, afferma che “l’essenza dell’autostima è fidarsi della propria mente e sapere di meritare la felicità”.

Più specificamente, secondo il punto di vista di Branden, il concetto di autostima potrebbe essere sintetizzabile in questi due aspetti:

  1. Fiducia nella nostra capacità di pensare e di superare le sfide fondamentali della vita;
  2. Fiducia nel nostro diritto al successo e alla felicità, nel nostro diritto di affermare le nostre necessità e desideri, di realizzare i nostri valori e goderci i frutti dei nostri sforzi.

Molte persone oggi lamentano problemi di autostima. Spesso però non si rendono conto che, più che un dono di natura, l’autostima è il frutto di un preciso impegno a lavorare sull’immagine di sé stessi che la nostra mente detiene.

Consigli, tecniche ed esercizi per migliorare la propria autostima sono ormai numerosissimi oggi. Ed in non pochi casi, se effettivamente applicati con costanza ed impegno, possono produrre risultati apprezzabili. Vi sono però casi in cui l’acquisizione di un ottimale livello di autostima si configura piuttosto come un processo che tende ad arrestarsi con eccessiva frequenza, a seguito di una serie di ostacoli aventi la natura di errate convinzioni o di blocchi psicologici più definiti.

Se desideri intraprendere un percorso psicologico per migliorare la tua autostima, sono a disposizione per studiare e definire assieme la forma di consulenza psicologica più adatta alla tua specifica situazione, andando a lavorare su tutti gli aspetti della vita che possono condizionare questo ambito.

Un percorso di ascolto empatico e di riflessione profonda sugli aspetti più importanti di sé stessi può aiutare a consolidare le proprie sicurezze e rimuovere gli elementi ostacolanti, oltre a promuovere un’immagine di sé molto più positiva, funzionale ed autentica.

Autostima ed Esperienza Immaginativa

Nel percorso di sostegno psicologico specifico per i problemi di autostima e più in generale finalizzato al benessere psicologico personale, la tecnica con cui principalmente amo accompagnare la persona verso una maggiore consapevolezza e conoscenza di sé stessa è senza dubbio quella dell’Esperienza Immaginativa.

La trasposizione sul piano immaginativo-simbolico dell’esperienza personale e la rielaborazione dei vissuti ostacolanti può avvenire con grande delicatezza e rispetto delle qualità e dei tempi personali. Non si tratta naturalmente di un processo di cambiamento strutturale della personalità, ma piuttosto di una specifica forma di consulenza e sostegno psicologico il cui scopo mirato è quello di promuovere una più positiva ed ampia conoscenza di sé stessi, e di tutte quelle potenzialità rispetto alle quali non vi è ancora una chiara consapevolezza.

L’Esperienza Immaginativa pone delicatamente ma efficacemente la persona a contatto con la propria più intima interiorità, a contatto con quegli spazi della propria sfera psichica che contengono anche le migliori risorse. Scoprirle e integrarle nel vissuto quotidiano è l’obiettivo che mi pongo assieme alla persona che decide di intraprendere un percorso finalizzato al miglioramento dell’autostima.

In questa rubrica di Psicologia Pratica cerchiamo di focalizzarci su tematiche relativamente semplici ma al tempo stesso di interesse sufficientemente ampio da poter essere applicabili nella nostra vita quotidiana. Oggi si parla spesso di autostima o di fiducia in sé stessi, dal momento che tematiche come queste hanno un rilievo sempre più riconosciuto nello studio, nel lavoro, nello sport e nella vita in generale. Facendo riferimento ad un articolo apparso di recente sulla rivista Psychology Today dal titolo “13 Things the Most Confident People You Know Never Do”, riportiamo un elenco di tredici caratteristiche che le persone sicure di sé tendono a possedere. Per quanto incompleto o eccessivamente generico possa essere questo elenco, può comunque costituire un simpatico mezzo di rapida autovalutazione del proprio grado di sicurezza in sé stessi.

Secondo la psicologa Barbara Markway, le persone sicure di sé hanno un’idea precisa di quello che cercano e di ciò che ritengono importante. Esisterebbero alcune modalità di pensiero e alcune abitudini in comune tra questi individui. E tutto questo li aiuterebbe a raggiungere i loro obiettivi. Vediamo dunque queste caratteristiche, una per una, con qualche piccolo adattamento e revisione personale.

1. Non credono di valere meno degli altri

Alla base della fiducia in sé stesse che le persone sicure di sé manifestano, vi è una convinzione positiva e realistica sul proprio valore personale. Pensare di valere quanto le altre persone non implica automaticamente la convinzione che non serva impegnarsi per ciò che si desidera. E non significa nemmeno illudersi che la vita distribuisca equilibratamente i suoi doni. Significa piuttosto essere consapevoli di avere il medesimo diritto di tutti gli altri a far valere i propri diritti, a perseguire i propri sogni, a godersi la vita e a realizzarsi nel modo più autentico.

2. Non temono l’insicurezza

Avere qualche insicurezza su sé stessi non è necessariamente motivo di preoccupazione. Qualche timore può semplicemente segnalare che non ci sentiamo adeguatamente preparati per una prova da sostenere. Oppure può significare che vorremmo avere maggiori informazioni su qualcosa per poter fare scelte più consapevoli. A volte segnala anche la nostra esigenza di voler cambiare qualcosa, o il desiderio di prenderci una pausa per poter valutare la situazione con sufficiente distacco ed equilibrio. 

3. Non perdono tempo in esitazioni eccessive

Le persone sicure di sé, una volta acquisite le opportune competenze e informazioni, sono in grado di agire tempestivamente. L’insicurezza iniziale viene opportunamente tollerata. Le decisioni vengono prese con tempestività e consapevolezza, consentendo un azione appropriata ed efficace. Mancano del tutto quegli infiniti pensieri negativi sulle modalità con cui le cose potrebbero andare storte, tipici delle persone insicure. 

4. Non si interessano solo alle azioni eclatanti

Una persona con una grande fiducia in sé stessa non si interessa necessariamente solo a ciò che ha grande visibilità. L’audacia e il coraggio sono aspetti che possono emergere anche con piccoli miglioramenti progressivi. La forza del cambiamento, in questo caso, deriva sia da un crescente sentimento di autostima, sia dal rinforzo positivo ricevuto dalle altre persone.

5. Non confondono l’autostima con l’arroganza

Alcune persone evitano di mostrarsi sicure di sé stesse nel timore di apparire arroganti o di invadere gli spazi altrui. La fiducia in sé stessi non ha però nulla a che fare con l’arroganza, e nemmeno con un atteggiamento esibizionista o presuntuoso. Al contrario, quando ci sentiamo confortevolmente sicuri di noi stessi, è il momento in cui siamo in grado di aprirci agli altri con maggiore sincerità ed interesse. E’ il momento in cui smettiamo di dirottare tutte le nostre energie verso la preoccupazione del modo in cui veniamo considerati, e di conseguenza possiamo prestare più attenzione alle persone con cui interagiamo.

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6. Non temono feedback o conflitti

Una persona sicura di sé accetta tranquillamente un feedback senza porsi sulla difensiva. Se la fiducia in noi stessi non poggia su meccanismi difensivi ma possiede solide e concrete basi di appoggio, siamo in grado di valutare serenamente, e in maniera costruttiva, le osservazioni delle altre persone.

Essere “self-confident” non significa esibire maggiore aggressività quando si presenta un conflitto. Anche l’aggressività viene infatti spesso confusa con la sicurezza in sé stessi o con la capacità di leadership. È senza dubbio possibile esprimere la propria opinione assertivamente lasciando spazio anche ai punti di vista altrui. E persino raggiungere un buon compromesso che tenga conto dell’opinione di tutti.

Persone sicure di sé
Le caratteristiche delle persone sicure di sé – Immagine da Unsplash.com

7. Non temono il fallimento

Le persone sicure di sé non si illudono di non poter mai andare incontro a qualche tipo di fallimento. E non sono nemmeno immuni da momenti di insicurezza o ansietà (vedi punto 2). La fiducia in loro stesse poggia infatti sulla consapevolezza di possedere adeguati strumenti psicologici, grazie ai quali non temono di affrontare questi momenti o le nuove sfide.

8. Non hanno bisogno di ambire alla perfezione

Ambire al perfezionismo è spesso un modo molto efficace per instaurare in noi un sentimento di bassa autostima. La convinzione che tutto debba essere perfetto prima di iniziare qualunque azione, può addirittura impedirci di impegnarci nelle cose che più ci interessano.

9. Non si conformano a modelli esteriori di riferimento

I modelli di successo a cui le persone ritengono di doversi conformare sono spesso creati dalla pubblicità. Molti spot sono opportunamente creati al fine di suscitare nelle persone un sentimento di carenza rispetto a qualcosa. Le persone concretamente sicure di sé non sentono il bisogno di conformarsi a qualche “prototipo” esteriore per creare un modello ideale di realizzazione personale.

10. Non si conformano a ciò che vedono sui social media

Tutte le persone titolari di un profilo social sono perfettamente consapevoli del fatto che nessuno può vantare la totale assenza di imperfezioni, difetti o momenti di crisi. Eppure si tende a condividere solo i momenti che descrivono carriere da sogno, grandi successi o relazioni personali perfette.

Se basassimo la nostra autostima sul confronto con il modo in cui le persone appaiono sicure di sé in quegli opportunamente selezionati momenti di gioia o successo, incorreremmo senza dubbio nell’illusione di non essere altrettanto “fortunati”.

11. Non temono di provare nuove vie

Per quanto possa sembrare paradossale, sono proprio i fallimenti a cui inevitabilmente si va incontro sperimentando nuovi modi di fare le cose ad alimentare la nostra crescita. Non possiamo costruire una solida autostima se non accettiamo prima l’evidenza che determinati momenti di fallimento fanno parte della vita. L’accettazione del rischio di un fallimento è ciò che ci consente di agire senza rimanere bloccati da irreali ambizioni perfezioniste.

12. Non sono eccessivamente autoreferenziali

In alcune tradizioni profondamente spirituali si raccomanda sempre all’allievo di togliere sé stesso e le proprie preoccupazioni dal centro della scena, e di focalizzarsi su ciò che più conta. Pare però che questa raccomandazione valga anche in altri contesti. Quando smettiamo di investire una notevole quantità di energie nel rimuginare sul modo in cui siamo percepiti dagli altri, su come vengono valutati i nostri difetti o sul timore di apparire insignificanti, possiamo renderci conto che anche le altre persone, alla fine, sono intrappolate in loro stesse con le medesime preoccupazioni. Una sana sicurezza di sé si basa dunque anche sulla capacità di decentrarsi e di focalizzarsi sulla costruzione di relazioni proficue con le altre persone.

13. Non aspettano che siano gli altri a determinare i loro obiettivi

Il contesto sociale in cui siamo inseriti tende a promuovere modelli di felicità basati su aspetti che potrebbero non essere adatti a tutti. Le persone del proprio ambiente tendono inoltre ad avere aspettative nei nostri confronti. Allontanarsi da ciò a cui ambiscono la maggior parte delle persone o deludere le aspettative altrui richiede una notevole dose di coraggio e fiducia nel proprio “sentire”.

La capacità di rifiutare un modello imposto eteronomamente per perseguire scopi ritenuti più importanti o più nobili, qualora conduca ad una vita di piena ed autonoma realizzazione, è senza dubbio una dimostrazione di fiducia e sicurezza di sé.

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