La “Terapia del Perdono” come cura per la Depressione

La Terapia del Perdono - Un innovativo approccio di trattamento della depressione, per far luce sulle cause delle proprie emozioni distruttive
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Terapia del Perdono e Depressione

La depressione, definita poeticamente anche il “dolore dell’anima”, è un’esperienza tristemente comune nel corso della vita umana. I dati epidemiologici mostrano un quadro abbastanza preoccupante: secondo il DSM IV la prevalenza del disturbo depressivo maggiore in età adulta e del 10-25% nelle donne, e del 5-12% negli uomini. La probabilità di aver un episodio depressivo maggiore entro i 70 anni è del 45% per le donne, e del 27% per gli uomini.

Oggi sono disponibili molte modalità di intervento che, per i casi più difficili, includono trattamenti farmacologici e psicoterapeutici. Quando il dolore dell’anima non assume forme tali da richiedere interventi psichiatrici o psicoterapeutici possono essere molto utili degli interventi psicologici miranti ad aiutare la persona a riconnettersi con la propria interiorità, a ritrovare uno scopo autentico della propria vita e/o a reinterpretare il vissuto di sofferenza attraverso una presa di coscienza interiore più ampia.

In ambito accademico ogni tanto nascono gradite sorprese come l’articolo che riportiamo di seguito, che propone il perdono come metodo per superare la depressione. Non si tratta banalmente di una superficiale affermazione mirante ad consolare chi soffre, ma di un processo basato su evidenze che ha l’obiettivo di sanare le proprie ferite rimaste (a volte inconsciamente) in sospeso e non rielaborate.

L’articolo, dal titolo “A New Approach to Reducing Depression“, è stato redatto dal prof.Robert Enright, ed è disponibile sul sito della rivista Psychology Today.

Perdona gli altri, non perchè essi meritano il perdono, ma perchè tu meriti la pace

Buddha
Psicologo Online - Terapia del Perdono Depressione
Psicologo Online – Depressione e Terapia del Perdono

Il metodo della Terapia del Perdono

La “Terapia del Perdono”, secondo la descrizione dell’autore, si focalizza su alcuni punti che di norma non sono presi in considerazione nelle terapie contemporanee:

  • Riflettere su situazioni del passato in cui il paziente ritiene di essere stato trattato ingiustamente o crudelmente, riconoscendo tali comportamenti come ingiustizie;
  • Comprendere che il dolore emotivo è l’inevitabile passo successivo quando si reagisce ad un trattamento ingiusto subito dagli altri;
  • Se non si trova una soluzione al dolore emozionale, alla fine subentrerà una rabbia malsana per la situazione e per il persistere del dolore, una rabbia in grado di compromettere il sonno, il tono energetico, pensieri e comportamenti;
  • Se questa rabbia patologica persiste, la persona può andare incontro a gravi sintomi depressivi e ansiogeni.

Se si rimane focalizzati sulla terapia farmacologica in corso e sui pensieri e sui sintomi attualmente presenti, si rischia di perdere di vista la causa vera della depressione, che potrebbe risalire ad un accumulo di rabbia patologica causata dal dolore emozionale, a sua volta determinato dall’ingiustizia subita.

La Terapia del Perdono inizia esaminando quelle ingiustizie subite nel passato che possono avere un ruolo nelle difficoltà attuali. Alcune persone rimangono sorprese nel constatare quanta rabbia sia rimasta in sospeso in loro per antiche ingiustizie anche di modesta entità. Se riusciremo ad individuarle e riconoscerne l’impatto sulle nostre emozioni, allora saremo anche in grado di attribuire un senso a quella rabbia che portiamo costantemente con noi.

Per poter procedere con il perdono la persona deve prima riconoscere quanto questa rabbia abbia effetti distruttivi sul proprio equilibrio emozionale. Il perdono innesca un processo tale per cui l’individuo è in grado di assumere un atteggiamento positivo verso chi non è stato buono con lui, creando un clima che agevolerà il progressivo abbandono delle emozioni distruttive.

Naturalmente non è un tipo di percorso adatto a tutte le persone. Gli autori raccomandano di non adottarla in sostituzione di trattamenti farmacologici o psicoterapeutici. Ci permettiamo semplicemente di aggiungere che molto probabilmente questo approccio può funzionare molto bene in un contesto in cui la struttura di personalità di base è sana, e l’individuo è in grado di compiere un lavoro introspettivo profondo ed evolutivo. E se questo percorso si inserisce in un progetto di globale espansione della coscienza, il perdono non risolverà semplicemente la depressione, ma donerà all’individuo risorse psicologico-spirituali potenti e del tutto inaspettate. Questo perchè ha saputo creare un’opportunità di crescita a partire da una difficoltà che avrebbe potuto incatenarlo per molto tempo ancora.

Fonte: www.psychologytoday.com

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